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APPUNTAMENTO A MANO ARMATA 2009
di Redazione (05/05/2009)



www.escalation.cc

In collaborazione con
POLLANETSQUAD

CINEDELIC RECORDS – GENTE
DI RISPETTO

CIRCOLO CINETOSCOPIO – REGISTRO
ALFETTA

ARCHIVIO STORICO DEL CINEMA ITALIANO – ACQUA
SALATA

Presenta

APPUNTAMENTO A
MANO ARMATA
3rd edition
2009 International Meeting of Italian
70’s Action Movies and Music



Con il patrocinio di
Città di Cattolica

Istituzione Culturale della Regina
Ufficio Cinema-Teatro

BIBLIOTECA COMUNALE
DI CATTOLICA

Dai recenti omaggi cinematografici di Quentin Tarantino alle serie televisive (Romanzo Criminale, L’Ispettore Coliandro), fino a grandi musicisti contemporanei, come Afterhours , Calibro 35 e Giallos Flame, il cinema “d’azione” italiano degli anni ’60 e ’70 e le sue indimenticabili colonne sonore, non è più oggetto di interesse di pochi appassionati, ma vive una nuova stagione lungi dalla nostalgia o dal fenomeno del revival.
Appuntamento a Mano Armata, giunto alla sua terza edizione, è un Evento Culturale che indaga su tutti gli aspetti di questa prolifica stagione cinematografica italiana: le pellicole originali, la musica, la letteratura, i protagonisti, il costume e le automobili. Sin dalla prima edizione il Meeting ha proposto proiezioni in pellicola 35mm di titoli dai più noti (Milano Calibro 9) ai più rari (Genova a Mano Armata) e anche quest’anno ci sarà l’opportunità di vedere film scomparsi da tempo nelle sale cinematografiche, riassaporando il gusto di un cinema “genuino”( che non aveva bisogno di milioni di dollari in effetti speciali per accrescere la suspense e l’azione) che oggi puo’ essere considerato un documento autentico dell’Italia degli anni di piombo. Protagonisti delle passate edizioni sono stati i registi Mario Lanfranchi e Umberto Lenzi, il Maestro Franco Micalizzi e la sua Big Bubbling Band di 18 elementi.
La Terza edizione, si terrà Venerdì 15 e Sabato 16 Maggio 2009 a Cattolica e si annuncia ricca di ospiti speciali come i registi Carlo Ausino ed Enzo G. Castellari,l’ex bandito della Ligera milanese Luciano Lutring, gli attori Francesco Montanari, Riccardo De Filippis e Marco Bocci, protagonisti della serie in onda su Sky “Romanzo Criminale”.
Ci sarà inoltre uno spazio dedicato alle nuove produzioni che omaggiano il cinema poliziesco: “Calibro 70” di Alessandro Rota, in anteprima il trailer del nuovo lavoro di John Snellinberg “La Banda del Brasiliano” e il delirante cortometraggio di Luke Tahiti “Gioventù, droga e violenza: la polizia interviene”. La colonna sonora dell’evento è affidata alla band che oggi, rende omaggio più di ogni altro ai suoni che caratterizzarono il nostro cinema “poliziottesco”: i Calibro35.
Anche quest’anno l’Associazione Culturale Escalation, presenta due nuove colonne sonore per la prima volta ristampate in un unico imperdibile CD: Tecnica di un omicidio e Quella Carogna dell’Ispettore Sterling del compositore Robby Poitevin.
POLLANETSQUAD, lo storico database dedicato al poliziesco all’italiana, ha deciso di festeggiare i suoi 10 anni di attività all’interno della cornice dell’Appuntamento a mano armata con J&B e Crodini a raffica.

Il trailer della manifestazione:
http://www.youtube.com/watch?v=8m3E-_2GBLU

GLI OSPITI DELL’EDIZIONE 2009:

Enzo G. Castellari

ENZO G. CASTELLARI (regista)
Enzo G. Castellari nasce a Roma nel 1938. La “G” nel suo nome sta per Girolami, un’ importante dinastia nell’industria cinematografica italiana. Figlio del regista Marino Girolami e nipote del regista Romolo Guerrieri, è considerato uno dei migliori registi italiani di film d’azione. Studia presso l’Accademia di Belle Arti e si laurea poi in architettura. Dopo la breve carriera di pugile entra nel mondo del cinema come attore, poi in veste di assistente alla produzione, aiuto regista, coordinatore degli stuntman, sceneggiatore, fino al suo esordio di regista nel 1966, con lo spaghetti-western Pochi dollari per Django, co-diretto insieme a León Klimovsky. Castellari non accreditato alla regia, girò gran parte del film. Il vero esordio nella regia avvenne nel 1967, con un altro spaghetti-western: 7 Winchester per un massacro. Il primo grande successo diretto da Castellari fu Vado... l'ammazzo e torno, interpretato da George Hilton. Il regista continuò con questo genere fino al 1973, quando dirige il suo primo poliziottesco, La polizia incrimina, la legge assolve. Castellari tornò a frequentare il genere spaghetti-western nel 1975, con il parodistico Cipolla Colt e con il più serio e crepuscolare Keoma, considerato il suo miglior western interpretato da Franco Nero. La polizia incrimina, la legge assolve, codificò le regole del genere, iniziato nel 1972 da Steno con La polizia ringrazia, e contribuì al suo nascente successo. Il film, ispirato a Il braccio violento della legge e a Bullit, presenta un inseguimento iniziale che dura dodici minuti e riscosse un enorme successo in tutto il mondo. Castellari divenne così uno dei nomi di punta del cinema italiano di genere, e gli fu offerto di dirigere un sequel de La polizia incrimina, la legge assolve, intitolato Roma violenta. Castellari però rifiutò di dirigere il film, per un disaccordo sul compenso, che fu diretto dal padre Marino nel 1975. Nel 1974 diresse Il cittadino si ribella, con il quale affinò definitivamente il suo stile, fatto di ralenti, montaggio serrato e un'ottima direzione delle scene d'azione. Il film nacque sulla scia del successo riscosso da Il giustiziere della notte, fu interpretato da Franco Nero e da Renzo Palmer e divenne uno dei più grandi successi italiani di quell'anno. Gli altri poliziotteschi diretti da Castellari sono Il grande racket, del 1976, considerato il suo capolavoro, interpretato da Fabio Testi, che interpretò nel 1977 anche La via della droga, e Il giorno del Cobra, interpretato da Franco Nero. La carriera di Castellari si svolge inarrestabile tra cinema e televisione fino ad ora quando Quentin Tarantino decide di rendergli un bellissimo omaggio con la sua ultima pellicola Inglourious Basterds (il titolo storpia quello di Castellari Inglorious Bastards ovvero Quel maledetto treno blindato) che verrà presentato a Cannes 2009 in anteprima.

Carlo Ausino 

CARLO AUSINO (regista)
Carlo Ausino nasce a Messina nel 1938, con la sua famiglia si trasferisce in Piemonte: prima a Druento, poi, dopo la seconda guerra mondiale, che costringe la sua famiglia a sfollare, a Torino. Ancora ragazzino, inizia a frequentare i cinema parrocchiali dove sostituisce il proiezionista durante i suoi turni di pausa. Così, a diciotto anni riesce a superare l’esame per ottenere il patentino da operatore di cabina. Assiduo frequentatore di sale cinematografiche, trova nei film visti la fonte di ispirazione per scrivere storie. Nel 1963 entra alla Rolfilm, prima come scenografo e poi come aiuto operatore. Negli stessi anni, lavora con Giorgio Trentin in Una questione privata (1966) come operatore e attore, e con Peppino Rotunno ancora come aiuto operatore. Nel 1969 firma il suo primo lungometraggio, L’ora della pietà. Nello stesso anno entra in Rai dove, per sei anni, lavora come operatore per telegiornali ed altri programmi (tra cui Cronache italiane, rubrica di costume); inoltre, collabora alla realizzazione di pubblicità, occupandosi in particolar modo degli effetti speciali e delle animazioni. È regista di lungometraggi e cortometraggi e svolge un’intensa attività di operatore.
«Torino è la mia città: non ci sono nato, ma ci vivo da quando avevo un anno. Anche se ho viaggiato molto ed ho visto tanti posti, Torino non la cambierei con nessun altro luogo. Ha tutto: la collina, il fiume, il parco; le manca solo il mare, che in fondo non è neanche tanto lontano. Ricorda molte città (Parigi e Budapest, ad esempio) e molte città la ricordano. A Torino ho sempre lavorato bene; alcuni torinesi, è vero, hanno una mentalità un po’ ristretta, ma questa è una caratteristica comune a tutte le città. Ora sta diventando molto cosmopolita e, benché io sia tutt’altro che razzista, il rischio è che perda la sua identità. Quando realizzai Torino violenta, era il 1977; se girassi trent’anni dopo Torino violenta 2 (ed in tanti mi hanno chiesto di farlo), dovrebbe per forza essere un film ancora più crudo. La città è cambiata e, per molti versi, è cambiata in peggio; i confini tra bene e male si sono fatti più labili e difficili da distinguere. Non ho accettato di realizzare Torino violenta 2 anche per evitare il rischio di fare politica. Qualcuno vorrebbe attaccarmi delle etichette (c’è chi mi vorrebbe fascista, io che non sono mai stato iscritto a nessun partito e se ho avuto delle simpatie erano per i comunisti); qualcun altro vorrebbe che mi schierassi. Un difetto di Torino è che è fatta di circoli ristretti, che a volte impongono l’appartenenza come servigio per poter in cambio lavorare» (dichiarazione di C. Ausino).

Luciano Lutring

LUCIANO LUTRING (ex bandito, pittore, scrittore)
Luciano Lutring nasce a Milano da Elvira Minotti e Ignazio Lutring e passa la sua infanzia nel milanese, sotto la guida dei genitori che volevano fare di lui un violinista. Ma ben presto egli mostra la sua natura ribelle e il suo amore per le belle donne e per la bella vita. Attratto dal mondo della malavita, acquista da un conoscente la sua prima pistola, una Smith & Wesson della polizia canadese – senza pallottole, in quanto non erano più in commercio – e da quel momento in poi il giovane Lutring acquisterà il soprannome de l'Americano. Poco tempo dopo e assolutamente in maniera involontaria, con quell'arma compie la sua prima rapina. Da quel momento inizia la sua carriera di fuorilegge, fatta di remunerative rapine in molte banche e negozi. La sua fama nasce nella Milano degli anni sessanta. Soprannominato Il Solista del Mitra per la sua usanza di nascondere il fucile mitragliatore nella custodia di un violino, conclude centinaia di rapine fra Italia e Francia, per un bottino totale da lui stimato attorno ai trenta miliardi di lire dell'epoca. La figura di Lutring diviene leggendaria assieme al suo stile di vita di latitante: grandi alberghi, fuoriserie, belle donne. La sua attitudine da ladro gentiluomo, unita alle celebri frasi in dialetto milanese pronunciate sui luoghi dei misfatti, contribuisce a rendere Lutring un personaggio popolare. In quegli anni, durante una breve vacanza al mare a Cesenatico sulla Riviera romagnola, per compiere furti a danno di turisti, rapina una giovane modella valtellinese, ma  residente a Zurigo, Elsa Candida Pasini, dal nome d’arte Yvonne Candy. Luciano si innamora di lei e per poterla conoscere finge di averle ritrovato le valige. Ben presto i due si sposeranno e, successivamente, molti dei furti compiuti da Lutring vengono realizzati solo ed esclusivamente per amore di Yvonne, alla quale resterà legato a lungo. Definito, sia in Italia che in Francia, nemico pubblico numero uno, riesce per anni ad eludere le polizie europee. Il 1 settembre 1965 viene infine ferito ed arrestato a Parigi, sconta 12 anni di carcere (la condanna iniziale era a 22 anni) in Francia, durante i quali inizia a scrivere e dipingere; tiene persino una corrispondenza con l'allora presidente della camera Sandro Pertini. In Francia pubblica “Lo Zingaro”, la sua autobiografia, dal quale sarà liberamente tratto un film dove Lutring viene interpretato da Alain Delon. Nel 1966 con la regia di Carlo Lizzani esce il film basato sulla sua storia dal titolo “Svegliati e uccidi”, interpretato da Robert Hoffmann, Lisa Gastoni e Gian Maria Volonté. Graziato dal presidente della repubblica francese Georges Pompidou, torna in patria dove, dopo un periodo di internamento presso il carcere di Brescia, viene nuovamente graziato nel 1977 dal presidente italiano Giovanni Leone. Nello stesso anno, da una relazione con Dora Internicola, nascerà il figlio Mirko che morirà in tragico incidente il 17 gennaio 1991. Nel frattempo, nel 1985, si era sposato con Flora D’Amato, dalla quale avrà due figlie gemelle, Natasha e Katiusha e dalla quale si separerà nel 1997.
Oggi Lutring fa il pittore e lo scrittore. Ha esposto in numerose mostre, collettive e personali, ricevendo molti premi e riconoscimenti.

I protagonisti del telefilm Romanzo criminale

ROMANZO CRIMINALE - I PROTAGONISTI DELLA SERIE
Francesco Montanari (attore) “IL LIBANESE”
Riccardo De Filippis (attore) “SCROCCHIAZEPPI”
Marco Bocci (attore) “COMMISSARIO SCIALOJA”

Sky cinema ha intrapreso una via al serial televisivo molto interessante: se Quo vadis Baby si e’ rivelato un buon prodotto, l’eccellenza la si raggiunge con Romanzo criminale - la serie. Il principio che sta dietro al prodotto e’ il medesimo: ispirazione a un film di successo offrendo la direzione artistica al regista del lavoro per il grande schermo. La sfida di Romanzo criminale era davvero difficile, il film infatti, aveva quattro protagonisti molto azzeccati (il Libanese e’ stata la consacrazione definitiva di Pier Francesco Favino) e scalzarli era un impresa molto ardua: se Francesco Montanari, ha la stessa grinta di Favino per il Libano, Vinicio Marchioni crea un Freddo completamente diverso dal bel Kim Rossi Stuart ma perfettamente in parte, lo stesso si puo’ dire per il Dandi di Alessandro Roja, lo Scialoja di Marco Bocci e’ molto credibile.
I dodici episodi della prima stagione raccontano l’escalation della banda della Magliana fino alla morte del Libanese e con uno stile molto secco descrivono la formazione della banda dall’unione di alcune batterie dedite alla piccola criminalita’ sotto la guida del Libano che ha i suoi buoni motivi per volersi ribellare al Teribbile, il boss piu ’ potente di Roma che rappresenta la mafia. La banda si fara’ rispettare nella malavita cittadina fino a diventare (o a credere di esser diventata) la piu’ potente dell’Urbe.
La ricostruzione della Roma anni’ 70 e’ puntuale e c’e’ un altro elemento estremamente fedele al periodo storico che diventa stilisticamente importante nella serie, la musica: Figli delle stelle fa da colonna sonora all’attacco sferrato contro gli altri spacciatori, e’ incomparabile l’omicidio del Teribbile montato in altenanza alle scene del matrimonio di Scrocchiazeppi sulle note di Tutto il resto e’ noia.
La regia è di Stefano Sollima, figlio del papa’ di Sandokan, quindi una garanzia nel mondo dello sceneggiato.

CALIBRO 35 (italian golden age soundtrack)
Milano, studio di registrazione, interno giorno: il gruppo di musicisti inizia a suonare.
Massimo Martellotta (Stewart Copeland, Eugenio Finardi, Mauro Pagani) è alle chitarre e alle lapsteel, Enrico Gabrielli (Afterhours, Mariposa, Morgan) su organi e fiati, Fabio Rondanini (Pino Marino, Roberto Angelini, Collettivo Angelo Mai) alla batteria, Luca Cavina (Transgender, Lindo Ferretti, Beatrice Antolini) al basso elettrico e Tommaso Colliva (Muse, Franz Ferdinand, Arto Lindsay) ai controlli in regia. Quattro musicisti nella stessa stanza; chitarre fuzz, organi distorti, bassi ipnotici e funky grooves riempiono l'atmosfera. Il primo capitolo della saga, dedicato alle musiche di polizieschi e action thriller, prende il nome di "Calibro35".Subito dopo le prime registrazioni il progetto è chiaro: interpretare il repertorio delle soundtracks italiane cercando di farle proprie ma al contempo rimanendo fedeli e rispettosi all'opera dei grandi Maestri. La composizione di musiche originali segue lo stesso percorso: il gruppo cerca di ritrovare il suono, l'attitudine e quella coesistenza di generi che hanno reso famoso in tutto il mondo il gusto italiano nella musica per le immagini. Non è un caso che le prime esibizioni del gruppo siano avvenute all'estero, in Lussemburgo e Belgio e che il Funk&Sould Show di Charles Craig sulla BBC abbia trasmesso un rough mix di "Italia A Mano Armata" pochi giorni dopo la sua comparsa su Myspace. Dalla primavera 2008 il gruppo tiene concerti in Italia e Europa mentre la versione de "L'Appuntamento" con la partecipazione di Roberto dell'Era ottiene una notevole attenzione nel mondo radiofonico. Alessio Bertallot inizia a trasmettere la canzone durante "BSide" e ben presto Radio DeeJay chiede di poter offrire la traccia in download gratuito all'homepage del suo sito.A testimonianza della trasversalità del progetto musicale nell'estate seguente Calibro35 partecipa a manifestazioni molto diverse tra di loro: festival di musica classica (Ravenna Festival), Jazz oriented (Jazz ReFound), indie (MIAMI e MEI) e radiofonici (RadioIncontri). Il primo cd, uscito ad Ottobre su Cinedelic records ottiene notevole attenzione dalla stampa italiana: XL, BlowUp (8/10), Rumore (8/10), Jam (4/4), Rockstar (4/4), Rocksound (4/4), Mucchio, Raro!tra gli altri. Da dicembre l'album, disponibile anche in doppio vinile, è distribuito in tutto il mondo da OurDistribution. DustyGroove descrive il gruppo come "Totally Great" e MoovieGrooves e Soundtrack Corner lo eleggono tra i loro preferiti.
In occasione dell’Appuntamento A Mano Armata i Calibro 35 presenteranno in anteprima le musiche originali composte per il il film "SAID" di Joseph Lefevre, per il documentario di Mike Malloy EUROCRIME (ITALIAN COP AND GANGSTER FILMS THAT RULED THE 70'S) e la loro versione di Milano odia: La Polizia non può Sparare del maestro Ennio Morricone.

NIBA presenta MAN IN BLOB… in a CRIME sauce.
Niba debutta a Zelig nella stagione 2007-2008, partecipando in anteprima a Zelig-Off, e risultando una delle più particolari, nonché acclamate new entry. In abito scuro e scarpe da ginnastica, Niba è Man in Blob: un personaggio curioso che si esprime attraverso citazioni cinematografiche e televisive in playback, che si susseguono in una sorta di patchwork audio a cui viene associata la mimica. Spaziando dai film classici agli horror, dai cartoni animati alle pubblicità di ieri e di oggi.La performance di Niba porta la televisione ad un punto di rottura per cui il contenuto travalica il contenitore. Uno spettacolo di espressione umana che ripercorre il sistema nervoso cinematografico del pubblico stuzzicandolo e facendo rivivere in pochi minuti, con un mimo ed un’arte impeccabile e perfetta, un’intera epoca. Le sue performances lasciano intravedere un minuzioso lavoro di preparazione.
Per l’Appuntamento a mano armata Niba presenta una performance unica nel suo stile, ovviamente facendo riferimento esclusivamente al nostro cinema poliziesco: con la sua mimica incisiva darà una sfaccettatura inedita alle voci che hanno caratterizzato il cinema italiano degli anni di piombo.

CONTENUTI SPECIALI (medio e cortometraggi)

- CALIBRO70 di Alessandro Rota
"Milano Calibro9", "Napoli Violenta", "Roma a mano armata", "La Polizia ringrazia", "Il cinico, l’infame il violento", "Il cittadino si ribella"...sono solo alcuni dei titoli che hanno ispirato e dato vita a "Calibro70". Un cortometraggio che non si limita al semplice omaggio, ma in qualche modo vuole reinterpretare, anche con la giusta ironia, un grande genere cinematografico che ha caratterizzato l'Italia negli anni '70: "Il Poliziesco".
Alessandro Rota (Torino, 1984) realizza appena adolescente i primi cortometraggi in Super8 e 16mm e inizia a collaborare con Mauro Regis. Si classifica primo al Concorso nazionale under18 extrascuola con Habeas mortem (2002) e Agonia (2003). Si occupa in seguito di video istituzionali e documentari, prendendo parte ad alcune produzioni cinematografiche e pubblicitarie. Nel 2008 firma il suo primo mediometraggio, Calibro70, e dirige il video musicale della canzone Un'altra come te dei Bloom 06.

La banda del brasiliano

- "LA BANDA DEL BRASILIANO" di John Snellinberg con Carlo Monni, Luke Tahiti, Luca Spanò, Gabriele Pini, Alberto Innocenti .
In anteprima assoluta il trailer del nuovo film di John Snellinberg, commedia poliziesca e omaggio al cinema di genere anni 70.

- "GIOVENTU’, DROGA e VIOLENZA: LA POLIZIA INTERVIENE" di Luke Tahiti con Luca Spanò, Joe La Face, Enrico Rizzetto, Giotto Pazzaglia.
Luke Tahiti, l'attore feticcio di Snellinberg, dirige per la prima volta un corto all'insegna della violenza più insensata.

TECNICA DI UN OMICIDIO e QUELLA CAROGNA DELL’ISPETTORE STERLING
Musiche di Robby Poitevin
Edizione limitata 500 copie
Robby Poitevin firma le colonne sonore di questi due film e, come nella migliore tradizione d’oltreoceano, anche in questo caso le musiche scorrono a tempo di jazz. E non è un caso che Poitevin sia un jazzista d’eccezione: di origini parigine, studia fin da giovane pianoforte e vibrafono, quest’ultimo strumento col quale si impone all’attenzione dei più famosi jazzisti che suonano in America dove Robby si trasferisce per accompagnare la grande cantante Edith Piaf. Primo vibrafonista del complesso di George Shering, suona con tutte le più importanti orchestre jazz d’America (Dizzy Gillespie lo vuole con sé per una tournée europea) fino ad approdare, al fianco del chitarrista Django Reinhardt, in Italia dove forma una sua propria orchestra con la quale suona in tutto il mondo. Entra presto a lavorare per la prolifica RCA prima come assistente musicale, poi come arrangiatore (La partita di pallone cantata da Rita Pavone) e compositore.
Sebbene l’attività di compositore di colonne sonore sia stata breve (dal 1966 al 1967) Poitevin ha lasciato sicuramente il segno attraversando i diversi generi cinematografici del periodo e realizzando dei brani di indubbia qualità che esprimono al meglio il suo eclettismo.
Sicuramente tra le sue composizioni più belle e originali troviamo Tecnica di un omicidio e Quella carogna dell’Ispettore Sterling accomunate da un jazz orchestrale che si discosta dallo swing leggero e frizzante delle commedie dei primi anni ’60 per assumere quei tratti internazionali più vicini alle orchestrazioni rese celebri al cinema da John Barry e Quincy Jones. In Tecnica di un omicidio lo strumento che lega quasi tutti i brani è il flauto traverso che viene di volta in volta affiancato dagli strumenti più disparati, anche quelli meno  convenzionali per il jazz, a seconda delle diverse atmosfere del film: nel primo brano lo stoppato della chitarra baritono enfatizza la suspence, i fiati sostenuti accentuano l’azione, il clavicembalo di Central Station e di Clint In Agguato sorreggono l’inseguimento e il disorientamento provocato da strane scoperte fatte dal protagonista, il sassofono la sensualità di My Man, un brano che compare anche nella vellutata versione cantata in stile bondiano. Con Adesso che hai vent’anni, a dispetto dell’italianissimo coro dei Cantori Moderni di Alessandroni, facciamo un salto nella San Francisco dell’Ispettore Sterling: il ritmo beat dei titoli di testa è seguito immediatamente da Alba a San Francisco dove la tromba espone un tema intimo,  commesso a sottolineare la malinconia e la solitudine del protagonista. Pedinamento sentimentale è l’arragiamento in chiave di bossa del Tema dell’Ispettore Sterling che possiamo ascoltare anche nella splendida versione One More Step cantata dalla voce morbida e calda di Gianfranca Montedoro, una delle più interessanti e versatili interpreti italiane degli anni Sessanta e Settanta (canta con Franco Ambrosetti, Gianfranco Tommaso, Nunzio Rotondo, Gato Barbieri, fonda il gruppo composto da musicisti brasiliani Valiom 5, collabora col tastierista belga Joe Vandrogenbroeck, partecipa alla formazione dei Living Music e realizza insieme ai Murple l'album Donna Circo, un'opera a metà tra teatro e musica). Tutte le composizioni ruotano attorno alla variazione di questi due temi principali ad eccezione di Allucinazione e Ossessione di un Ricordo, composte per sottolineare i diversi flashback che ricorrono nella narrazione e le atmosfere psichedeliche delle feste hippie.
In questo cd potrete ascoltare per la prima volta ben 12 tracce inedite conservate nei master originali e mai pubblicate negli ormai introvabili vinili della RCA (RCA SP 8017, RCA SP 8025).
(Andrea Fabrizii, Antonella Piroli - Ass.Cult. ESCALATION)